I - Il Museo della Cattedrale di Ferrara

Il Museo della Cattedrale rappresenta una realtà del tutto particolare nel panorama culturale italiano. Tale specificità risiede, prima di tutto, nella sua condizione giuridica, a lungo unica in Italia: istituito il 27 ottobre del 1929, il Museo nasce dalla volontà congiunta del Capitolo della Cattedrale e del Comune di Ferrara con il fine di documentare la storia del tempio sacro più importante della spiritualità estense. Regolato da una convenzione elaborata appositamente, esso rappresenta un esemplare modello di gestione mista tra privato e pubblico.

Dal punto di vista storico e artistico, l’originalità del Museo risiede essenzialmente nella qualità delle sue collezioni: in esse vi sono raccolte infatti la maggior parte delle rare, quindi preziosissime, testimonianze dei fasti della Ferrara rinascimentale ancora presenti nella città teatro della loro creazione. Artefice della sua fondazione è stato Giuseppe Agnelli (1856-1940), figura cardine della storia locale e direttore della Biblioteca Ariostea. Attraverso l’associazione “Ferrariae Decus”, istituita al fine di tutelare il patrimonio storico e artistico cittadino, egli persegue l’intento di conservare e valorizzare le opere provenienti dal Duomo. Il nuovo Museo viene plasmato sul modello del “Museo dell’Opera”, tipologia espositiva sorta in età tardo ottocentesca con finalità simili in diverse città italiane.

Oltre ai capolavori provenienti dalla Cattedrale, attraverso convenzioni stipulate tra Capitolo e Comune (1930-32), le raccolte comprendono fin da subito anche opere di proprietà municipale, fino a quel momento custodite nel Lapidario Civico.

Allestito originariamente in una sala sovrastante l’atrio del Duomo, il Museo viene trasferito alla fine del 2000 nell’ex chiesa di San Romano al fine di soddisfare i moderni standard museografici.La visita comincia dalla sala dell’ex convento, ricostruita al piano superiore, dove sono conservati i Libri corali e altre opere lapidee e grafiche. Attraversando il chiostro, si accede all’antica sacrestia, dove sono custoditi diversi paramenti sacri. Si arriva poi all’interno della chiesa: qui sono esposte le opere più note come le ante d’organo di Cosmè Tura, le formelle del cosiddetto Maestro dei Mesi di Ferrara e la Madonna della melagrana scolpita da Jacopo della Quercia.