“Di finezza e pulitezza tanto perfetta”: Antonio e Bernardo Rossellino a Ferrara

Esposizione temporanea

Antonio Rossellino (1427-1479) e Bernardo Rossellino (1407 circa – 1464)
Sculture dal sepolcro di Francesco Sacrati, 1461 circa

 

Da sinistra a destra:

- San Giorgio, marmo, cm 61 x 26 circa;
- San Francesco presenta alla Vergine Francesco Sacrati, marmo, cm 61 x 26 circa;
- Madonna col Bambino, marmo, cm 61 x 50 circa;
- SanDomenico, marmo, cm 61 x 26 circa;
- San Paolo, marmo, cm 61 x 26 circa


Le sculture qui esposte ornavano il monumento sepolcrale che il nobile Francesco Sacrati fece edificare in San Domenico tra il 1460 ed il 1461 seguendo tipologia ornamentali di derivazione veneta. Questo monumento rappresenta una delle più significative testimonianze dell’arte a Ferrara nell’età di Borso d’Este (1450 – 1471), quando la città si aprì all’apporto delle forme di matrice fiorentina e toscana attraverso le opere di artisti come gli stessi Rossellino, Antonio di Cristoforo e Nicolò Baroncelli.


La Madonna col Bambino è riconosciuta da tempo come opera autografa di Antonio Rossellino, interprete finissimo e perfetto – per riprendere la definizione di Vasari – dell’umanesimo fiorentino, nonché uno dei più grandi scultori italiani del Quattrocento. Il suo vivace ed elegante naturalismo, che a Ferrara troverà espressione anche in alcune porzioni del maestoso monumento sepolcrale di Lorenzo Roverella in San Giorgio fuori le mura (1475 circa), contribuisce ad arricchire la cultura figurativa estense caratterizzando in modo indelebile la formazione di molti artisti, primo fra tutti Francesco del Cossa. Gli altri quattro santi, secondo una recente attribuzione, spettano alla mano del più anziano fratello di Antonio, Bernardo.


La cappella Sacrati, decorata in seguito da Cosmè Tura, era una delle più sontuose di Ferrara, ricordata con grande risalto da tutte le fonti. I restauri cui fu oggetto la chiesa agli inizi del Settecento determinarono la distruzione della cappella, la cancellazione degli affreschi e lo smembramento del monumento. La ricomposizione degli elementi che costituivano questo capolavoro, effettuata per la prima volta dopo tre secoli dalla sciagurata dispersione, si presenta come un evento eccezionale reso possibile dal deposito temporaneo, a seguito del sisma del 2012, della adonna col Bambino e al prestito del San Domenico da parte del Comune di Lugo. Queste due opere ritrovano ora gli altri tre frammenti già presenti nelle collezioni di questo Museo.